In Italia crescono le PMI, ma non il credito dalle Banche

Anche per le piccole e medie imprese italiane la crisi inizia ad essere alle spalle. Il settore torna a crescere, anche se lentamente, e a guardare al futuro. Rispetto al passato cambiano, però, le principali modalità di finanziamento.

Dopo tanti anni di difficoltà, le PMI tornano a mostrare segni positivi: se tra il 2007 e il 2014 l’Italia ha perso ben il 10% della base produttiva delle piccole e medie imprese, dal 2015 si è osservata una inversione di tendenza: a un aumento del numero di PMI del 3,1% ha fatto seguito, l’anno successivo, un ulteriore aumento del 3,6% (Fonte: Rapporto Cerved PMI 2017). Ma qual è l’identikit di queste imprese e come si finanziano?

L’86% delle PMI italiane sono micro imprese: molto flessibili, solide e dalla buona capacità produttiva, costituiscono il 76% del totale delle imprese nazionali e, al contrario di quelle più grandi, hanno fatturati in crescita (+5,56% su media annua, fonte Rapporto Market Watch PMI). Se le piccole dimensioni lasciano spazio a una flessibilità che le rende ben capaci di rispondere alle variazioni di mercato, il rovescio della medaglia è una maggiore difficoltà ad investire.

Per far fronte alle esigenze di investimento, le imprese scelgono sempre meno i prestiti bancari: nel 2017 sono stati erogati 53 miliardi di euro in meno rispetto all’anno precedente. Piuttosto, si fanno largo i leasing e il factoring, oltre ad altre forme di finanziamento alternative come i prestiti obbligazionari. Nonostante le piccole dimensioni, le PMI italiane guardano con interesse agli investimenti in nuove tecnologie ed automazione, soprattutto per quanto riguarda i settori manufatturieri.

Gli investimenti messi in campo dovrebbero continuare a dare risultati tangibili anche nei prossimi anni: secondo le previsioni Cerved, gli investimenti effettuati oggi che beneficiano degli incentivi previsti dalle misure Industria 4.0 porteranno a ricavi e valore aggiunto per le PMI con una crescita ciascuno del 4,2% e del 5,1% nel 2019. Per le imprese, questi investimenti si tradurranno finalmente in un aumento della redditività.

Francesco Smorgoni

Imprenditore da sempre, fondatore di Puntoexe Software House nel 1996 ed ideatore del Metodopraxi.

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