Credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo: cos’è e come ottenerlo

Investire in innovazione significa ottenere un doppio guadagno: da una parte si hanno i vantaggi produttivi che derivano dall’ottimizzazione dei processi e dall’implementazione di nuove tecnologie, dall’altra la possibilità di usufruire di un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta.

Il credito d’imposta in Ricerca e Sviluppo può essere richiesto a seguito di tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: tra questi interventi è prevista anche l’adozione di un sistema gestionale che comporti effettive innovazioni all’interno dei flussi di gestione aziendale. Non il semplice aggiornamento tramite modifiche di tecnologie già esistenti, dunque, ma lo sviluppo di strumenti su misura che comportino significativi avanzamenti.

Il credito d’imposta, già confermato anche per il 2019, richiede un altro importante requisito, ovvero quello di tenere conto delle tempistiche: per poter usufruire del beneficio, infatti, è necessario che il software o qualsiasi altro prodotto agevolabile sia stato implementato, o almeno che abbia già avuto una fase di beta testing. Il credito d’imposta, dunque, è a disposizione solo delle aziende che dimostrano l’avvenuto ricorso alla tecnologia innovativa.

Richiedere il credito d’imposta per ricerca e sviluppo è estremamente semplice. Occorre soltanto:

  • Rendicontare e certificare i costi effettivamente sostenuti per lo svolgimento delle attività progettuali
  • Predisporre la documentazione tecnica e fiscale a garanzia della corretta fruizione del beneficio.

Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo: tutti i requisiti

Per poter usufruire del bonus è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • la spesa sostenuta deve poter essere di almeno 30mila euro/anno, per un massimo di 5milioni di euro
  • la spesa deve essere incrementale, ovvero eccedere la media degli investimenti effettuati dall’azienda nei 3 anni precedenti.

In febbraio, il Ministero dello Sviluppo ha inoltre fatto chiarezza sui tipi di investimento soggetti a credito d’imposta R&S e di tutte le spese che rientrano nel conteggio degli investimenti, ovvero:

  • Spese per il personale: salari e stipendi lordi del personale tecnico impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, rendicontati in proporzione alle ore dedicate a queste attività.
  • Strumenti e attrezzature di laboratorio: quote di ammortamento delle spese di acquisto/utilizzo e la valorizzazione del tempo macchina/impianto per attività sperimentali
  • Consulenze e contratti di ricerca: spese di consulenze effettuate da soggetti esterni purché inerenti ad attività di ricerca e sviluppo (Università, Enti di Ricerca, altre Imprese, Professionisti)
  • Brevetti: spese dei brevetti e in taluni casi dei disegni: deposito, manutenzione, estensione e difesa
  • Costo del revisore contabile: costo della certificazione contabile. Solo per le aziende non soggette a Revisione Legale dei conti e prive di Collegio Sindacale (credito max. ammissibile € 5.000).

Con il Credito d’imposta, investire in innovazione si conferma un doppio guadagno: quello dell’avanzamento tecnologico che permette alle aziende di essere più efficienti e produttive, e quello del risparmio economico, che può tradursi in un maggiore margine di investimento nell’efficientamento tecnologico, a tutto vantaggio della solidità e della visione aziendale a lungo termine.

Francesco Smorgoni

Imprenditore da sempre, fondatore di Puntoexe Software House nel 1996 ed ideatore del Metodopraxi.

Click Here to Leave a Comment Below

Leave a Reply: