Come l’Internet of Things sta cambiando l’industria automotive

Internet of Things: ecco una definizione che sentiremo sempre più spesso nei prossimi anni. L’Internet of Things, in italiano “internet delle cose” o “internet degli oggetti”, è l’insieme di tecnologie che permettono a qualsiasi oggetto di avere le funzionalità tipiche dei dispositivi nati per utilizzare la rete internet.

Gli oggetti di uso quotidiano si arricchiscono così di funzionalità alla stregua di uno smartphone ed entrano in dialogo tra loro. Questo insieme di tecnologie sta rivoluzionando le nostre abitudini e le nostre esperienze quotidiane, tra cui quelle al volante.

Un primo assaggio dell’Internet of Things applicato alle auto già lo abbiamo avuto: I dispositivi che registrano lo stato di salute del guidatore e che si fermano autonomamente in caso di valori anomali sono già diffusi. Vodafone ha lanciato nel 2017 il “V- Auto”, un dispositivo da posizionare all’interno del vano motore del veicolo per ottenere informazioni come lo stile di guida, la localizzazione del mezzo (utile per chi non si ricorda dove ha parcheggiato o in caso di furto), l’analisi della sicurezza di guida e lo storico dei propri viaggi, tutto accessibile direttamente tramite il proprio smartphone. Non solo: è grazie all’Internet of Things che Tesla e altri giganti del settore automotive promettono di diffondere presto auto con guida automatica.

L’Internet of Things non sta rivoluzionando soltanto le esperienze di viaggio, ma la produzione stessa del settore automotive: ne sono lampanti esempi alcuni grandi marchi come Ford o General Motors. Lo racconta Maciej Kranz, all’interno del suo libro “Connetti la tua impresa all’IoT”. Grazie all’Internet of Things applicata ai processi produttivi, Ford è riuscita a superare un periodo di particolare crisi. Oggi, 25 degli stabilimenti Ford utilizzano l’IoT per gestire una comunicazione tra le varie sedi e un sistema di pianificazione automatizzata gestisce la produzione tenendo conto di oltre due milioni di variazioni in tempo reale.

General Motors, spiega Kranz, ha intrapreso da tempo questa strada puntando alla realizzazione della “fabbrica del futuro”, ovvero uno stabilimento produttivo interamente robotizzato e automatizzato.

L’Internet of Things, però, non riguarda solo le grandi aziende: anche le PMI ne stanno scoprendo le potenzialità.

Un’indagine svolta dalla società Met per il Ministero dello Sviluppo ha rivelato che quasi una PMI su tre in Italia ha adottato tecnologie 4.0 o ha intenzione di farlo. In particolare, il 17,7% delle imprese che hanno tra 10 e 49 addetti già impiega sistemi IoT, robotica, manifattura additiva e cloud. Il 9,4% ha intenzione di adottarli a breve, mentre un altro 1,2% è già dentro il paradigma 4.0 come produttore. Per la maggior parte delle imprese che hanno scelto di percorrere questa strada, l’iperammortamento fiscale al 140% che incentiva l’acquisto di tecnologie 4.0 è stato un fattore rilevante per la scelta di investire. Il futuro, dunque, sta arrivando anche per le piccole e medie aziende e si muove a un passo nemmeno troppo lento.

Francesco Smorgoni

Imprenditore da sempre, fondatore di Puntoexe Software House nel 1996 ed ideatore del Metodopraxi.

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